A vent’anni pensavo che l’amore fosse incendio.
Oggi no.
Oggi non cerco qualcuno che mi sorprenda.
Cerco qualcuno che sappia stare in piedi.
Che sappia ascoltare senza avere fretta di rispondere.
Che non si offenda se, prima di lui, vengono i miei figli.
O i miei cani.
O il lavoro.
O un libro che quella sera mi chiama più delle parole.
Qualcuno che non viva tutto questo come una sottrazione,
ma come la strada che mi ha portata fin qui.
Non voglio promesse immense.
Le promesse sono facili.
Preferisco chi sparecchia con me dopo cena.
Chi mi chiede come è andata davvero la giornata.
Chi sa rispettare un silenzio senza riempirlo di sospetti.
Chi non pretende di essere il centro della mia vita,
ma sceglie di camminarmi accanto.
Perché l’amore, l’ho imparato tardi,
non è ciò che brucia.
È ciò che rimane quando la luce spettacolare si spegne.
Ha il passo lento di chi non deve convincere nessuno.
La calma di chi non ha bisogno di conquistare,
ma soltanto di esserci.
Somiglia alla pioggia quando attraversa una foresta.
Non cade per fare rumore.
Scende piano.
Si posa sulle foglie.
Le sfiora una a una.
Poi raggiunge la terra.
Ed è proprio così,
senza chiedere nulla,
che la prepara a fiorire.
Margherita Roncone
