Amore mio,
si è concluso un percorso di tre anni.
E io oggi penso alla parola laurea, al suo significato più antico.
Laurea viene da laurus: alloro.
E nell’antichità l’alloro non si metteva sulla testa di chi aveva semplicemente finito qualcosa.
Si metteva sulla testa di chi aveva attraversato una strada.
Di chi aveva coltivato il proprio talento.
Di chi aveva avuto il coraggio di diventare un po’ di più sé stesso.
Penso alla tua laurea.
Non un semplice titolo.
Ma il coraggio di essere partita.
La fiducia che hai costruito un passo alla volta.
Le difficoltà che hai scelto di affrontare.
Io mi ricordo il primo giorno a Firenze.
Io mi ricordo te.
Così piena di luce e insieme di dubbi.
E mi ricordo me che tornavo e piangendo pensavo: ce la farà?
E invece hai fatto una cosa che secondo me è molto più difficile che riuscire bene in qualcosa.
Hai imparato ad abitarti.
Hai imparato a stare nelle tue scelte.
Hai trovato persone che sono diventate casa, pezzi di cuore, compagni di strada.
Hai costruito amicizie, legami, ricordi.
Hai scoperto che il talento non è qualcosa che possiedi: è qualcosa che scegli di onorare ogni giorno.
E oggi guardandoti io vedo una ragazza che non sta arrivando.
Sta iniziando.
Con più radici.
Con più libertà.
Con più fiducia.
E intorno a te ci sono persone che ti amano.
Che credono in te anche quando magari tu fai fatica a vederti.
E io…
io resto la tua prima tifosa.
Quella che da sempre guarda quello che fai e pensa:
vai. Vai tutta.
Brindo a te.
Al dono che sei.
Alla creatività che prende forma, pelle e respiro nelle tue mani.
Alla bellezza di chi non ha avuto paura di cercare la propria strada.
E a tutto quello che da domani comincia ❤️
Margherita Roncone
