Scrivo
per non perdermi.
Per restare lucida
quando l’amore confonde
e il confine tra intimità e potere
si fa sottile.
Scrivo per non collassare emotivamente,
per non scambiare la passione per cura,
la vicinanza per sicurezza,
il silenzio per pace.
Ci sono momenti dolci,
inermi tregue
in cui abbasso le difese
e mi sento accolta.
Ma la tregua non è amore.
È solo una pausa.
Poi torna la distanza.
Il silenzio comanda.
La mia voce si abbassa
fino a diventare un bisbiglio.
E io inizio a chiedere meno,
a farmi più piccola,
a dubitare di me.
Ma l’amore
non dovrebbe mai farti sentire
un problema da gestire
o una presenza da dosare.
Se devi spegnerti per restare,
non è amore.
Se devi avere paura di dire ciò che senti,
non è amore.
Se perdi te stessa per non perdere qualcuno,
non è amore.
Scrivo per ricordarmi chi sono.
Per tornare al centro.
Per non permettere a nessuno
di trasformare la mia voce in eco.
E se tu oggi
scegli di scrivere a te,
per non perdere la lucidità,
sappi questo:
stai già scegliendo il tuo cuore.
E questa
è l’unica strada
che non porta all’inferno.
È ciò che ti salva.
Margherita Roncone
